Gff1979′s Blog
La Feisbuk generation. Prendete e leggetene tutti.

apr
24

In Francia ha preso piede una nuova lodevole iniziativa: dopo gli alcolisti arrivani i “debitori anonimi”, soggetti che esponendosi al giudizio altrui decidono di alzare la testa e porre la parola fine al loro mondo fatto di carte di credito, finanziamenti, rate in scadenza.

Niente più acquisti, niente più debiti.

Vita, finalmente.

Le adesioni sono state numerose e l’operazione ha riscosso un grande successo.

E’ per questo che ho deciso di creare un nuovo gruppo: i “facebookiani anonimi”.

Le riunioni saranno dedicate a tutti coloro che non riescono proprio a staccarsi dal lorosocial network per più di qualche ora.

Il programma degli incontri prevede una serie di lezioni sugli argomenti più disparati, tenute da validi psicologi e sociologi.

Il primo seminario vedrà i vari partecipanti sedere intorno ad un tavolo ed essere informati di aver ricevuto 25 mail dall’applicazione “scopri chi clicca sul tuo profilo”.

Solo chi riuscirà a restare seduto senza precipitarsi a verificare chi lo ha cliccato potrà passare alla seconda fase.

Che consisterà nel non aggiornare il proprio profilo per una settimana intera e nel rimuovere la propria foto.

Piano piano le adesioni cominciano ad aumentare e i partecipanti al corso sono sempre di più.

ma come per tutte le dipendenze le ricadute sono tante e c’è sempre bisogno di un placebo, di un succedaneo.

E per i facebookiani anonimi il placebo non è il metadone, ma consiste nel trascorrere qualche ora in compagnia dei propri amici virtuali, guardandosi finalmente in faccia l’un l’altro, fingendo di essere ugualmente felici senza facebook.

Un ragazzo si lamenta: senza lo schermo della tastiera nessuna fanciulla gli dirà che è interessata a lui e mai si creerà quella complicità da web così affascinante.

Il giovane non ha tutti i torti, penso io.

Un altro si lamenta del fatto che i tornei di calcetto che organizzo presso il mio centro di recupero lo vedono sempre sconfitto, mentre on-line lui era il numero uno.

Sono traumi difficili da superare, ma un pò alla volta, ne sono certo, riusciremo a uscirne.

feb
17

Internet è ormai universalmente riconosciuto come lo specchio della società.

Bene, Facebook lo è ancora di più, rappresentando un vero e proprio spaccato sociale.

Recentemente, sull’onda di un dilagante sentimento di giustizia fai-da-te Facebook ha assistito al proliferarsi di gruppi non proprio incitanti all’integrazione. Ce n’è per tutti, dall’est europa all’estremo oriente. Cito alcuni dei titoli: “Rumeni fuori dall’Italia”, “Zingari tornate da dove siete venuti”, “Seppelliamo i cinesi col culo fuori dalla terra così otteniamo parcheggi per le biciclette”.

Per non farci mancare niente possiamo anche iscriverci a gruppi che con straordinario spirito politically uncorrect si intitolano: “Si agli stupri”.

Anche i politici hanno i loro gruppi, che verosimilmente riflettono il sentimento popolare.

E loro non perdono occasione di autoincensarsi, millantando l’importanza dei gruppi che gli sono dedicati.

Fossi in loro, però, sarei più cauto.

Daniela Santanchè vanta 5.500 amici. Molti di questi, però, le chiedono di posare nuda per un calendario. Verrebbe da dire che non è proprio il migliore augurio da fare ad un politico per la sua carriera. Poi però penso alla bella Mara e mi rendo conto che forse in futuro anche la Daniela da Cuneo avrà un dicastero assicurato. A patto di accettare i consigli dei suoi amici di Facebook.

La Gelmini può contare su più di 8.000 amici. Presumo non si tratti di amici conosciuti sui banchi di scuola.

In quanto a Veltroni, ha pensato bene di organizzare un party con i suoi friends di Facebook (parlare un pò di inglese fa molto trendy al giorno d’oggi, specie se sei l’Obama de noantri).

“Sono 13mila!” sembra abbia esclamato con entusiasmo.

Beh, forse sono un pò pochini per contrastare il predominio di Silvio. Silvio di amici ne ha molti di più. E’ per questo che non si iscrive su Facebook altrimenti dovrebbe passare le giornate a ricordare compleanni.

Caro Walter, devi coltivare meglio le tue amicizie, e cercarle più vicine. Le amicizie in America non ti sono molto utili quando ti senti solo per aver abbandonato il congresso.

E poi, in America il 13 porta pure sfiga.

feb
04

Oggi ho commesso un errore imperdonabile.

Ho raccontato al mio capo di essere terribilmente malato, quasi in punto di morte, mentre in realtà mi trovavo a Courmayeur, con tanto di tavola da snowboard e occhiali da sole d’ordinanza.

Sono stato impietosamente immortalato su Facebook mentre scendevo con affanno dalla seggiovia, non senza un certo imbarazzo.

Qualche buontempone ha pensato bene di “taggarmi” e permettere così al mio capo di ammirarmi a schermo intero mentre sorridente mi prendevo gioco della mia presunta ed asserita influenza australiana.

E si, perchè anche il mio capo è su Facebook, probabilmente sotto le mentite spoglie di cotal Jimmy Gomitoso, che ha richiesto sfacciatamente la mia amicizia, ma si è ben guardato dal pubblicare una sua foto che mi facesse scoprire la sua identità.

Mi chiama un vecchio amico.

Mi offre un accordo interessante.

Lui eviterà di pubblicare le foto incriminate ed io gli corrisponderò la somma di € 200,00 (senza fattura, ovviamente).

A malincuore mi trovo costretto ad accettare.

Pensavo che i personaggi alla Corona esistessero solamente in “Studio Aperto” e “Lucignolo”.

Evidentemente mi sbagliavo.

feb
04

Nuovi gruppi si affacciano su Facebook.

Alcuni studenti inglesi sono riusciti con il loro gruppo a “convincere” la HSBC Bank ad azzerare la previsione di interessi sui prestiti.

Perfino la CIA, Central Intelligence Agency, ha deciso di creare un gruppo su Facebook, finalizzato al reclutamento delle nuove leve.

Già più di 100.000 adepti hanno presentato la loro candidatura, speranzosi di essere scelti come agenti segreti.

La CIA, dal canto suo, potrà evitare di sostenere inutili colloqui vis-à-vis , accelerando così le procedure di selezione, basandosi nella scelta sullo studio dei profili e delle foto dei candidati.

Coloro che nella foto del profilo indossano uno smoking d’ordinanza sotto la muta da sub, o tengono in mano con nonchalance un Martini dry, shakerato, non agitato, hanno parecchie chances di diventare il nuovo James Bond.

Astenersi perditempo.

gen
29

La tecnologia ed il progresso moderni ci hanno portato a ragionare tutti in maniera diversa.

Ieri ho ricevuto una mail – presumo goliardica – del seguente tenore:

Vi prego di partecipare a questa indagine, e di comunicarmi su quale dei seguenti social networks preferite trascorrere il vostro tempo:

1 – Facebook

2 – Myspace

3 – Messenger

4 – La figa

Resto piuttosto sconvolto, e soprattuto non riesco a capire come si possano porre simili quesiti.

Ed al riguardo una considerazione mi lascia particolarmente perplesso: ma Messenger non è un social network!!!

gen
29

Premessa: l’autolesionismo è un atto che implica il procurare danni rivolti alla propria persona, sia in senso fisico che in senso astratto.

Accendo Facebook.

Noto con piacere che Silvia “è a Caracas, in spiaggia”, Manuele è “tornato finalmente a New York”, mentre Giulia ricorda a tutti che “Stoccolma, sto arrivando!”.

Io invece non scrivo niente che gli altri dovrebbero sapere.

Altrimenti sarei costretto a scrivere: “Sono le 22.00 e sto lavorando davanti al computer”.

L’unica luce che mi guida è quella del mio monitor 14 pollici.

Provo piacere nell’apprendere la fortuna che accompagna la vita di Silvia, Manuele e Giulia.

Sono autolesionista.

Per fortuna mi è stato detto che chi soffre di questa malattia non è pazzo, ma è solamente uno che ha trovato un modo errato per sfogare il proprio disagio, i propri problemi.

Il modo migliore sarebbe stato invece cambiare lavoro.

E magari cancellarsi da Facebook.

gen
20

Fateci caso.

il popolo di Facebook è quasi interamente composto da avvocati, ingegneri e altri topi di biblioteca.

E’ proprio così.

Se perdo le mie amicizie realei per mancanza di tempo e mi ritrovo gioco forza a socializzare in maniera virtuale, una spiegazione deve esserci.

Avete presente le storie di quei bambini abbandonati dai genitori e tirati su dagli scimpanzè, un pò come Tarzan?

Ecco, quei poveri bambini assumeranno senza dubbio le sembianze e i comportamenti delle scimmie.

Se io trascorro le giornate davanti a uno schermo e ad una tastiera per lavoro, e la mia vita sociale viene annientata, il logico corollario sarà la mia assuefazione alla forma di comunicazione elettronica. Stiamo diventando degli automi.

Ogni tanto, davanti allo schermo, mi schiarisco la voce.

Così, per verificare di non aver perso la parola.

gen
20

Mi ha colpito l’intervista rilasciata da un muratore britannico di 45 anni, che aveva dichiarato: “Il sollievo che provo è indescrivibile. Mi aveva fatto impazzire e controllava la mia vita. Ho perso eventi importanti per stare a casa e stavo sveglio la notte a pensarci…”.

Ho subito pensato che si riferisse a Facebook.

Invece per 26 anni il simpatico personaggio si è trastullato nel vano – almeno fino a pochi giorni fa – tentativo di risolvere uno dei più misteriori enigmi della storia. No, non si tratta nè del segreto di Fatima nè del perchè Aldo Biscardi lavori ancora in tv. L’uomo ha dedicato più di metà della sua vita a risolvere il cubo di Rubrik.

Spero di non superare il suo record e di non ritrovarmi fra 26 anni a disinstallare Facebook dal mio PC e chiedermi: “perchè l’ho fatto?”

gen
18

A proposito della cancellazione di amici su Facebook, pongo alla vostra attenzione un breve dialogo intrattenuto – su Facebook – con un caro amico qualche sera fa.

“Se cancello qualcuno lo verrà a sapere?”, mi chiede con preoccupazione.

“No, credo di no. In effetti non dovrebbe essere notificato nulla alla vittima”, rispondo con nonchalance.

“Bene, perchè ho cancellato diverse persone”

Al che la cosa diventa interessante anche per me, e decido di seguire la strada intrapresa dal mio coraggioso amico.

Cancello parecchi estranei alla mia vita, che per un motivo o per l’altro erano piombati nelle mie inquietanti “liste di amici”.

La nostra conversazione riprende con nuova verve.

“Devo confessarti una cosa, sono sceso sotto i 200 amici ed è una sensazione meravigliosa. E’ un pò come perdere peso”.

Devo riconoscere che la sua osservazione è molto profonda e particolarmente acuta.

Mi sento in dovere di replicare con qualcosa che sia all’altezza. Inoltre io non sono ancora sceso sotto il muro dei 350. E’ piuttosto frustrante.

Gli chiedo: “Senti, se ti cancello ti offendi? Sinceramente…”

Per fortuna il mio amico è una persona matura.

“Ma no, dai. Cancelliamoci a vicenda!”.

‘Volemose bene’, gli scrivo io, ma il messaggio non giungerà mai a destinazione.

Mi ha già rimosso dai suoi amici.

gen
18

Sono sempre stato affascinato dall’idea che oltre agli umani l’universo potesse essere abitato da altre forme di vita.

Che dopo la morte ci sia davvero qualcosa.

Che dietro a Facebook, nascosta tra milioni di chip, ci sia un’anima.

Sinceramente pensavo che la mente diabolica che governa Facebook fosse uno di quei mostri a tre teste, impegnato a contare soldi sulla sua scrivania, accarezzando distrattamente con una mano un gatto nero.

Poi ho scoperto che l’anima di Facebook si chiama Mark Zuckerberg, è giovane e ormai non è neanche troppo ricco, e proprio per questo vorrebbe rendere a pagamento l’accesso alla propria creatura virtuale.

Ma ho anche scoperto che il giovane Zuckerberg ha sperperato per quattro anni decine di miliardi guadagnati grazie a Facebook, spassandosela in giro per il mondo.

A vivere la vita reale, lasciandoci prigionieri della sua invenzione.

A trombarsi le nostre donne mentre noi votiamo “YES” alla domanda “Trovi sexy questa ragazza?”.

Che poi le foto che ritraggono queste ragazze saranno vere?

Un tempo la scoperta rendeva saggio.

Le scoperte di oggi mi hanno fatto sentire un pò più coglione.

gen
15

Mia sorella è una psicologa.

Si è appena collegata su Facebook. Ha tolto la foto dal profilo. Molto professionale.

Ho bisogno di parlarle.

“Ciao, è un periodo un pò difficile per me. Mi sento depresso, sento crescere dentro di me un senso di insoddisfazione che spasmodicamente si fa posto tra tutte le altre emozioni, prendendo lentamente il sopravvento su di esse. Sono in crisi”.

Sto sostanzialmente cercando le parole giuste per dirglielo.

“E’ da un anno che non faccio sesso, ma dico seriamente, le mie non sono dichiarazioni pubblicitarie come quelle di Michelle Hunziker (tendo a non fidarmi di una che ha affermato di essere uscita per amore con De Laurentiis. E anche con Valentino Rossi. Bobo Vieri. Per non parlare di Ramazzotti. E via discorrendo)”.

Attendo la risposta, che non tarda ad arrivare.

“Sai, mi dispiace tanto sentire queste cose, ma non capisco… Perchè queste cose le dici proprio a me?”

Resto basito, poi mi accorgo dell’errore e vorrei dirle che a causa della sua omonimia con mia sorella le ho appena rivelato un segreto compromettente per un uomo.

Invece decido di risponderle così: “Certo che io non vi capisco! Vi iscrivete su Facebook e non caricate una foto!che vi possa identificare! Ma io dico!”.

E poi, giusto per sentirmi meglio, aggiungo: “…E comunque io Michelle Hunziker me la farei!”

gen
14

E’ di ieri la notizia secondo cui Burger King avrebbe creato un gruppo rivoluzionario su Facebook. La proposta è allettante: tu cancelli 10 amici ed io ti regalo un panino. E non un panino qualsiasi, ma il favoloso Whopper (che per gli aficionados di McDonald’s equivale al Big Mac).

Ad oggi circa 75.000 iscritti avrebbero accettato lo scambio.

Ebbene, nella considerazione che il valore di mercato di uno Whopper ammonta a circa 3.99 $ – pari a pocopiù di 3 euro, e che per ottenere un simile beneficio bisogna sacrificare 10 amici, significa che ogni “vittima” vale 30 centesimi di euro.

Brian Grais, vicepresidente di Burger King, ha motivato l’iniziativa spiegando di voler portare la gente a riflettere sulla superficilaità di certe amicizie virtuali.

Dopo aver appreso la notizia, ogni volta che scopro di essere cancellato da qualcuno piombo in una profonda depressione, dovuta al fatto che il mio ex amico mi valutava solamente 30 centesimi.

Poi mi consolo, pensando che il bastardo che mi ha sacrificato per un panino avrà un amico in meno e, soprattutto, qualche chilo e molti brufoli in più.

Quando il suo colesterolo raggiungerà livelli intollerabili lui tornerà, è matematico.

Nel frattempo ho deciso di creare un gruppo: “I figlioli prodighi”.

Per il momento non vanta iscritti. Ma prima o poi…

Intanto, caro il mio Burger King, io passo a McDonald’s.

gen
13

Facebook è un social network talmente evoluto da essere in grado di stilare speciali classifiche e rankings per soddisfare l’innata competitività umana.

E così mi ritrovo costantemente a ricevere aggiornamenti sulle classifiche relative a vizi e virtù dei miei amici.

Per scoprire che “Il più sexy” di tutti risulta essere Mario. Da informazioni in mio possesso però l’ultima donna ad averlo toccato è stata l’ostetrica che lo fece nascere qualche anno fa…

Proseguo con il concorso “Il più intelligente”, ed apprendo con sconcerto che la vincitrice è Rosa, una il cui Quoziente Intellettivo si discosta talmente poco dagli standard di una scimmia – con l’eccezione di quelle del “Pianeta delle Scimmie”! – che se commettesse un omicidio verrebbe probabilmente considerata incapace di intendere e di volere.

Penso che probabilmente si tratta di menzogne elaborate da Feisbuk per compiacere l’ego insoddisfatto di questi soggetti.

Andando avanti mi accorgo che nelle classifiche ci sono anche io, e primeggio in quelle di “Persona meno socievole” e di “Miglior compagno di bevute”.

Traggo una conclusione innegabile: Facebook è un vero amico, quello che ti racconta qualche piccola (grande nel caso di Rosa) bugia a fin di bene, e che a volte ti sbatte in faccia la dura verità per cercare di farti crescere.

Facebook è il mio migliore amico.

Facebook ti voglio bene. Posso offrirti un drink?

gen
11

Oggi mi sono svegliato con una strana sensazione.

È un pò come quando vieni assalito dal raptus primaverile delle pulizie.

Quando ti trovi a svuotare compulsivamente gli armadi per poi spostare semplicemente tutte le cose da un posto all’altro e ritrovarti al punto di partenza.

Ho deciso di fare le pulizie di Feisbuk.

Cancellare nomi improbabili dalla mia lista di amici per ridurla così ad un numero più indicativo dell’esatta entità delle mie frequentazioni nella vita reale. Cioè un numero di gran lunga inferiore a 655.

Comincio in ordine alfabetico.

Sono alla quarta verifica dell’elenco e per il momento ho cancellato solo 5 persone.

A dire il vero una di queste l’ho cancellata semplicemente perchè è morta. Brutta storia.

Altre due perchè tanto non me la daranno mai. A volte è meglio desistere.

Le altre solo perchè non riuscivo proprio a ricordarmi chi diavolo fossero.

A parte questo, Giorgio L. è il collega di Patrizia S. e non posso eliminarlo, serve a mantenere vive le mie public relations.

Viviana R. mi manda gli inviti per le discoteche.

Giovanni A. è venuto in vacanza con me in Valtur nel 1997. E gli ho vomitato addosso.

Quanto ci siamo divertiti!

Come potrei cancellarlo?

Forse è meglio provare a fare le pulizie degli armadi.

gen
10

Henry Beecher scrisse: “A questo mondo non si diventa ricchi per quello che si guadagna, ma per quello a cui si rinuncia”.

Ho deciso di rinunciare al mondo del social network.

Per ora mi cancello da A Small World.

Un tempo faceva figo.

Adesso si è sputtanato.

Un pò come il Billionaire.

Per Facebook c’è ancora tempo.

Prima devo vincere il campionato di Football Manager.

gen
09

Oggi vi propongo un breve sondaggio.

Alzi la mano chi di voi non si è mai sentito porre dai propri genitori o, peggio ancora, dai nonni, una tra le seguenti domande/osservazioni relative al mondo di Facebook:

a) “Ma come fanno ad avere le tue foto su questo feisbuk?” (…a questa domanda fatico a rispondere);

b) “Ma non è pericoloso per i pedofili?” (inutile rispondere a tua nonna che a 30 anni, anche se debitamente sbarbato e di discreto aspetto, non sei più la preda ideale di un pedofilo);

c) “Ma non è che poi trovo casini sulla bolletta del telefono?” (no, mamma, è una connessione ad internet come un’altra.  Non c’è differenza rispetto a quando tu ti colleghi sul sito dell’Ikea);

d) “Ma è tutto legale?” (solita domanda del rompicoglioni di turno);

e) “Non rispetta la privacy. Se scopro che qualcuno ha messo una mia foto lo denuncio al Garante della Privacy” (…sarà davvero una denuncia? Ma soprattutto: ma non hai un cazzo da fare? Ma ringrazia che qualcuno ancora ti fotografa…).

gen
07

Il successo di un blog si misura dal numero di visite.

O anche dai rimproveri sui limitati e poco frequenti aggiornamenti.

Significa che apparentemente qualcuno interessato a leggere c’è.

Il problema è che il tempo a disposizione scarseggia.

Ci sono altre cose da fare nella vita.

Oggi ho dovuto far allenare i miei giocatori virtuali della mia Football Team di Facebook.

C’erano i saldi anche lì.

Migliorare la corsa di Stefano R., il terzino sinistro, costava solo 15 crediti virtuali.

Un affare.

Cercherò di fare di più nei prossimi giorni.

Voi intanto aspettatemi.

gen
05

Conversazione tipo su Feisbuk.

UOMO: “Ciao…”

DONNA (dopo 5 minuti): “Ciao :-)

UOMO: “Ho visto le foto di Formentera… stavi alla grande…”

UOMO (di nuovo): “Sabato c’è una festa, vieni?”

DONNA (dopo 10 minuti): “Scusa sono al tel.”

UOMO: “ok”

UOMO (dopo 2 minuti, tempo medio di conversazione telefonica maschile): “Ci sei?”

UOMO (ancora): “Sei svenuta?”

DONNA (ad un altro uomo): “Che palle scusa ho questo in linea che mi assilla! Mi chiede se sono svenuta… ma chi lo conosce!”

Di solito a questo punto il pallino colorato che si trova raffigurato vicino al nome della donna dà un segnale piuttosto eloquente. Passa da verde a rosso. Come dire: stop, è ora di fermarsi.

Di solito l’uomo non ferma.

UOMO (ad un’altra donna): “Ciao…”.

gen
03

Incontro Marco. Ci scambio quattro chiacchiere. Gli racconto le mie avventure.

“Ieri sera sono uscito con Martina”

“…”. Non sembra aver compreso la mia affermazione.

“Dai, quella ragazza all’ultimo anno di medicina. Quella che abita a Piazza Mazzini!”

“…”. Marco è in difficoltà.

“L’amica di Antonio! Quella che adora i cani!”

“…Quella con le tette grosse?”. Si, ok, ciò che dice Marco non è errato, ma non è qui che volevo arrivare.

“E come è andata??? Dai, racconta!”

“Mah, niente, abbastanza bene. All’inizio tutto ok, ma poi la cosa si è un spenta, insomma, sai…”

“Erano mesi che ci chattavi su Facebook, com’è stato incontrarla dal vivo?”

“Beh, sai, in effetti ci eravamo già detti tutto su Facebook. Non avevamo molto di cui parlare…”

“E allora potevi passare ai fatti!”

“…Tra l’altro aveva un alito agghiacciante…”

gen
01

“Già. Stanotte che se fa? Io nun c’ho voja de ‘nventamme gnente. Dormirei solamente. E lascerei le cose come stanno. Anche se è il nostro primo capodanno”.

Così cantava Franco Califano tanti anni fa.

Quest’anno io la vedo diversamente. Voglio festeggiare con tutti i miei amici, che non sono pochi.

Voglio brindare con tutti, e dire a tutti quanti “auguri!”.

Voglio festeggiare il capodanno più di una volta, e andare controcorrente rispetto al fuso orario e brindare e brindare più volte, finchè sarà possibile. Viaggiando intorno al mondo.

Così comincerò da Roma e mi sposterò in America, dove seguirò la route 66, finchè anche l’ultimo paese del mondo avrà superato la fatidica mezzanotte.

Voglio fare le cose in grande. Comincio a farmi due conti. Capodanno è fra due giorni, devo affrettarmi.

È arrivato il capodanno. Sono già stato in India, in Iran, a Roma, Londra e Lisbona. In questo momento sono a Detroit.

Che spettacolo, ragazzi.

Avrò brindato 10, forse 15 volte in 15 posti diversi. Mi sento una star.

Ho bevuto troppo. Sono ubriaco.

Spengo Facebook. E me ne vado a letto.

Il mio primo capodanno con Facebook.

Che capodanno di merda.

dic
30

“Ehilà! Hai messo su un pò di pancia eh…”

“Che vuoi farci bello mio, gli anni iniziano a farsi sentire…”

“Eppure tu eri così sportivo, non giochi più a calcetto?”

“Nooo! Come sei antico!”

Un dubbio mi assale. Il calcetto, passatempo preferito di migliaia di italiani, e scusa preferita di mariti alle prese con amanti, è stato forse soppiantato da qualche nuova disciplina?

Per fortuna il mio amico decide di darmi spiegazioni.

“Ormai io gioco solo su Facebook. C’è una nuova applicazione, si chiama Football Manager. Scegli tu chi avere in squadra. Io in porta ho quello stronzo di Carlo, che sarà stronzo, ma di bravo è bravo, eh!”

“…”

“Non ti stanchi, non ti sporchi, non ti fai male. Scegli 11 amici e crei la tua squadra. E sfidi chiunque. Anche 4-5 partite al giorno. Dovresti provare”.

Guardo la sua pancia, che ha preso il posto del fisico asciutto frutto di anni di attività sportiva, ma non mi sento di deluderlo.

“Mi iscriverò stasera stessa!”, gli dico con un sorriso di circostanza.

A casa mi ricordo della promessa fatta, e armato di carta e penna cerco di formare una squadra invincibile di 11 fenomeni, che possa sfidare la compagine del mio amico.

Al momento di scegliere mi rendo conto che Marco ha la scoliosi, Filippo il nervo sciatico, Andrea esagera con le canne, e Carlo sta sulle palle anche a me, e il posto in porta non glielo darò.

Scopro un’altra applicazione virtuale. Il Tennis di Facebook.

Mi iscrivo.

Da solo potrò sfidare chiunque.

Io la pancetta ancora non l’ho messa.

dic
29

Mio padre è a malapena in grado di accendere e spegnere il televisore.

Mio padre e la tecnologia seguono due binari paralleli che non si incontrerannno mai.

L’altro giorno ho deciso di richiedere il parere di un uomo del genere sulla moda di Facebook, e gli ho mostrato il mio blog.

È rimasto piuttosto perplesso, e con la sua proverbiale saggezza di uomo all’antica ha commentato laconicamente: “Questo Facebook è l’eroina del 2000. Come gli hippy negli anni ’70, voi utenti non siete in grado di capire gli effetti che Facebook avrà sul vostro futuro, perchè non ne siete pienamente informati. Facebook porterà delle conseguenze drammatiche alla vostra generazione”.

Sembra anche piuttosto compiaciuto della perla di saggezza che mi ha appena regalato.

Faccio un cenno di approvazione e lo ringrazio per la lezione di vita e di sociologia.

Una settimana più tardi scopro che mio padre si è iscritto a Facebook, e che sul proprio profilo ha postato la seguente frase: “Facebook porterà delle conseguenze drammatiche alla vostra generazione”.

Mi viene in mente una sola riflessione: a volte due binari possono incontrarsi, con conseguenze drammatiche.

dic
29

Facebook è quella cosa che ti permette di far sapere a tutti che sei “Appena tornato dall’Australia. Che vacanza!” (e che avendo speso 5 mila Euro te la passi verosimilmente bene).

Facebook è quella cosa che ti permette di caricare le tue foto in spiaggia ad Ibiza – dove non ti si filava nessuna – vicino a due bionde mozzafiato danesi, che però ti avevano scambiato per il barista.

Facebook è quella cosa che ti permette di avere tra i tuoi contatti Eleonora, la compagna di classe più carina che non ti rivolgeva la parola perchè eri uno sfigato, ma che adesso ti ha aggiunto perchè “organizzare la cena delle elementari è molto tenero” (o forse perchè avendo visto le tue foto in Australia si è fatta due conti).

Facebook è quella cosa che ti permette di rivelare al mondo intero il tuo rapporto di amicizia con Flavia Vento, mica pizza e fichi.

Facebook è la tua segretaria personale, che ti ricorda tutti i compleanni al momento giusto, salvandoti la faccia e le amicizie.

Facebook è quel genio che ti aggiorna sullo stato sentimentale delle ragazze, che da “in una relazione” passano a “single”, con tanto di disegnino di cuoricino spezzato, facilitandoti decisamente la vita.

Facebook è quella cosa che… Scusate, Ilaria è passata a “single”. Devo cercare di rimettere insieme i pezzi del suo povero cuoricino in frantumi.

A più tardi.

dic
28

Mi sono appena svegliato con la sgradevole sensazione di sentirmi più vecchio.

Oggi è il mio compleanno.

Vado a lavorare e le ore trascorrono faticosamente, con la concentrazione che non riesce a prevalere sulla svogliatezza.

Ogni tanto controllo il telefono, ma niente, sembra che nessuno si sia ricordato di farmi gli auguri.

Alle 17.30 devo prendere atto a malincuore del fatto che questa ricorrenza a me tanto cara non deve evidentemente suscitare nel popolo sentimenti di giubilo, e mi accingo mestamente a trascorrere in solitudine, davanti alla tv, il mio compleanno.

La sera decido di variare leggermente il programma, e di aggiornare il mio profilo su Facebook.

Voglio rendere pubbliche le informazioni del mio profilo, e svelare a tutti la mia data di nascita.

Mi rimetto a guardare la televisione, ma devo interrompere subito la visione di “CSI Miami” perchè il mio Blackberry inizia a vibrare all’impazzata.

Ricevo decine di e-mail di notifica da Facebook, che informa dei messaggi di auguri che i miei 432 amici mi stanno inviando. Adesso va meglio. Sono quasi in vena di festeggiare.

Do un occhiata ai mittenti e scopro con mia grande sorpresa che tra questi c’è mia madre, che ha dovuto attendere che la notizia fosse pubblica su Facebook per farmi gli auguri.

“Tanti auguri bambino mio!”, mi scrive.

La cosa mi indispone non poco.

Odio quando mi chiama “bambino mio”. Specialmente sul mio wall.

dic
28

Ieri passeggiando per strada ho incontrato Francesco.

Ragazzo simpatico, anche se i nostri rapporti si limitano a sporadici incontri su Feisbuk, tra un “come stai” e un “’sto Spalletti nun ce capisce più gnente, deve cambià modulo!”.

“Ciao caro, finalmente ci incontriamo dal vivo e non su Facebook!”, gli dico.

“Guarda, lascia stare, stai toccando un tasto dolente. Da quando c’è Facebook la mia vita di coppia è diventata infernale. Prima me la spassavo, vedevo gente, frequentavo ragazze. Adesso è tutto on-line, e devo stare molto attento a come mi muovo. Con Facebook sei sempre sotto controllo. Pensa che qualche sera fa la mia ragazza mi ha chiesto ‘chi è quella bionda che ti ha aggiunto?’. Sono davvero in crisi, amico mio”.

Una domanda mi pervade il cervello“…ma cancellarti da Facebook?”

La sua espressione mutò rapidamente.

“Ma stai scherzando?”

“No, sono serio. Cancellarti da Facebook?”

“AHAHAHAHA!!! UAHAHA! CANCELLARMI DA FACEBOOK? Questa è buona! Sei davvero forte! Hai sempre voglia di scherzare! Ahahaha! Appena ti ho visto ero convinto che saresti riuscito a risollevarmi l’umore! Ahahah! Cancellarmi da Facebook…!”.

E così come ci eravamo incontrati ci siamo lasciati.

Senza particolari convenevoli.

Da persone mature.

dic
28

Oggi la giornata sembra essere cominciata nel modo migliore.

Appena sveglio ho acceso il computer, e ho scoperto che tale Paola G. aveva richiesto la mia amicizia.

Questa richiesta mi consente di accedere a tutti i suoi album di foto, che, devo ammetterlo, sono notevoli.

Questa carta voglio proprio giocarmela bene.

Per un mero scrupolo preferisco però aspettare per accettare la sua richiesta, e decido di scambiare prima con lei qualche messaggio per rompere il ghiaccio e non apparire ai suoi occhi come un maniaco.

Mi lancio nell’impresa appena realizzo che anche lei è on-line e disponibile (solo per la chat, temo).

“Ciao…”. Piuttosto minimalista come approccio, ma preferisco limitarmi allo stretto necessario.

“Ciao”, mi risponde lei.

Seguono attimi di panico, in cui mi sforzo invano di comprendere le tecniche dell’approccio virtuale.

“…ho visto le tue foto, sei molto…”. Non faccio in tempo a terminare, perchè è lei adesso a prendere il comando della conversazione.

“Ma tu conosci Giulio Berruti! Com’è nella vita reale? Bello come in tv?”. Mi spiazza.

“Beh, sai…”.

“E’ così alto?”.

“Beh, sai…”. Niente, non si tratta di un vero dialogo, ma di un interrogatorio, al quale a questo punto decido di rispondere a modo mio, tentando la fortuna.

“E’ fidanzato con Carolina Crescentini?”, prosegue imperterrita Paola G.

Mi lancio. “Ti andrebbe un drink una di queste sere?”

“Ma tu come lo conosci?”

Non desisto. “…Forse un caffè? Anche la mattina se vuoi..”.

“Senti, non è che me lo presenteresti?”.

Fingo un malore ed interrompo la connessione.

Temo che Paola G. non sarà mai mia amica. Troppe divergenze caratteriali. Deve essere la classica ragazza che vorrebbe tenere il telecomando quando guardiamo la tv abbracciati sul divano.

Un uomo non può accettarlo.

Vado a lavorare. Sarà meglio.

dic
28

Oggi mi sento un omicidio. Oggi mi sento Jimi Hendrix. Oggi mi sento verde.

Non ho bevuto, nè mi sono drogato.

Stavo solamente prendendo atto dei responsi ottenuti da Facebook al test “E tu quale crimine sei?”, “Quale rockstar del passato saresti stato?”, “Se fossi un colore, che colore saresti?”.

Un’altra applicazione dal nome “Conosci la lingua italiana?” mi ha appena svelato che dovrei ritornare alle elementari.

Valuto il fatto che, avendo superato decisamente l’età scolare, non ne ho più il tempo, e decido di prendere in parola il saggio consiglio di FB sulla mia presunta impersonificazione in Jimi Hendrix.

Recupero una chitarra impolverata, e tento invano di strimpellare due accordi.

È evidente che Facebook non ci ha capito un cazzo.

Accendo il computer. Tento di effettuare l’accesso, ma Facebook mi informa che al momento sta attraversando problemi tecnici. Deve essere l’equivalente del dottore per gli umani.

Riprovo insistemente, ma…niente da fare.

Mi innervosisco molto.

In effetti adesso mi sento un pò un omicidio.

dic
28

Stasera sono riuscito a convincere Angela, la ragazza che abita al piano di sopra, ad uscire a bere qualcosa.

Un buon inizio, penso.

Decido di portarla in un posto piuttosto intimo e poco frequentato, dove avremo tutta la riservatezza di cui abbiamo bisogno, penso.

Due pensieri sbagliati nel giro di un nanosecondo.

Appoggiato al bancone del bar trovo Massimo, noto Facebookiano, o Facebookista, come il dizionario Zingarelli ci chiarirà nel giro di qualche mese.

Faccio finta di non vederlo, ma non c’è niente da fare. Stasera non ho scampo.

I FB addicted li riconosci subito. Escono spesso da soli, ma mai senza il loro super accessoriato telefonino che li tiene in costante contatto con il mondo, e li fa sentire meno soli e, soprattutto, “più connessi”.

Stasera non ho scampo, penso. E finalmente un pensiero azzeccato viene formulato dal mio cervello, anche se inopportuno ed inappropriato.

Si avvicina, sono fregato.

“Come stai? È da tanto che non ti vedo”.

Si, d’accordo, ma cosa vuoi da me? Rifletto su questo pensiero e cerco di trasmetterlo con l’ipnosi al mio inaspettato amico, che sembra proprio volersi sedere con noi.

I minuti scorrono, e ben presto la fatidica domanda viene formulata. Questa volta però la mia sorpresa è ancora maggiore.

Dopo qualche parola scambiata con la ragazza-che-io-avrei-dovuto-rimorchiare, Massimo le chiede “E tu come ti chiami su FB?”, sfoderando con nonchalance il suo blackberry.

“Come ti chiami su FB?”, penso io, riflettendo su come la domanda fatidica non sia più ‘come ti chiami’, ma piuttosto ‘come ti chiami su Facebook’.

Mentre rifletto su simili storture frutto della tecnologia moderna, Massimo ha già aggiunto Angela alla sua sterminata lista di amici. Mi chiedo come mai se ha 564 amici venga da solo al pub la sera, ma questo è un altro discorso.

Controllando nella lista di amici di Angela – piuttosto che scoprire i piccoli segreti di una ragazza, meglio consultare Facebook, anche se lei è proprio lì, davanti a te – Massimo si accorge di quacosa di strano, e la sua espressione muta rapidamente, inebriandosi di curiosità.

“Forse Angela avrà scritto di essere sieropositiva”, penso, ma stasera non è la serata per i miei pensieri.

MASSIMO: “Vedo che tra i tuoi contatti hai Raul Bova. È un tuo amico?”

ANGELA: “No, ma è un figo pazzesco! Non sono neanche troppo convinta che la persona dietro al suo account sia davvero lui, però ti dico, avere Raul tra i contatti fa molto figo”.

Decido in fretta.

Li lascio soli.

Avranno molte cose di cui parlare.

dic
28

Oggi al lavoro è stata una giornata molto difficile.

Durante la pausa pranzo tutti aspettavano di potersi sfogare con qualcuno.

Una decisione impopolare ha gettato tutti nel panico. Ci hanno tolto Facebook.

È bastata una parola tra un’insalata ed un tramezzino per scatenare una discussione infinita tra colleghi.

Elisa: “Beh, da un lato è comprensibile. Dal controllo sui server è emerso che FB era il sito più cliccato, perfino più delle banche dati giuridiche!”

Michele: “Tutte queste storie sull’importanza di costruirsi un network di public relations e poi che fanno? Ti tolgono FB! È assurdo!”

E così via, in un’escalation di proteste.

Finchè saggiamente Franco ha fatto notare un particolare di un certo rilievo.

“Beh, ragazzi, ma lo Studio ci offre possibilità di iscriversi gratuitamente al Circolo Cannottieri. Per le public relations siamo a posto!”

Elisa e Michele, ALL’UNISONO: “Si, ma togliere Facebook no, cazzo!”

In quel momento ha fatto il suo ingresso la nuova arrivata dello Studio.

Ragazza notevole, decisamente carina, di cui Claudio non mancò di osservare la - a suo parere – scarsa attitudine professionale.

“Ma avete visto che foto ha uploadato su FB? Perfino quelle al mare, in costume!”

Giulia allora si è sentita in dovere di replicare.

“Beh, ma lei è una donna!”

Claudio: “E cosa c’entra? Ma anche lei è notaio come me! Se lo fa lei posso farlo anche io, e caricare le mie foto in costume!”

Giulia: “Ma tu hai la pancia!”

In quell’istante Claudio ritenne preferibile evitare il consueto rito del caffè condiviso tra colleghi, e si incamminò mestamente verso lo Studio, pronto ad affrontare un altro duro pomeriggio di lavoro senza Facebook.

dic
28

Una delle cose più importanti di Facebook è la scelta dei gruppi di cui fare parte.

La scelta è decisamente ampia: si parte da “Mario Brega: un uomo un mito” e si arriva a “Veltroni: Obama nun sa manco chi sei!”, passando per “La cosa migliore di Milano? Il treno per Roma”.

Ce n’è per tutti i gusti.

Oggi ho ricevuto due richieste.

Con la prima mi veniva chiesto di aderire al gruppo “Rocco Siffredi: uno che di patatine se ne intende”.

Per orgoglio maschile, ed in onore di un uomo al quale tutti avremmo voluto almeno un pò – un bel pò! – assomigliare, non ho potuto esimermi dall’iscrivermi.

La seconda richiesta avrebbe dovuto convincermi a far parte del gruppo intitolato “Non hai mai pensato che se ci siamo persi di vista è perchè mi stai sul cazzo?”.

Parole sante, penso. E anche piuttosto esplicite. Ma preferisco ignorare la richiesta, che peraltro non so nemmeno da chi provenga.

Passo ad altri pensieri. Nonostante le numerose critiche rivolte a Facebook, oggi sono piuttosto contento, perchè sul social network più frequentato al mondo ho ritrovato Stefano, e stasera ci andremo a prendere una birra insieme, dopo più di 10 anni.

Arrivo al pub, e a malapena lo riconosco. Un pò di capelli in meno, anche se si era ben guardato dal pubblicare sul profilo pubblico di FB foto che rendessero evidente tale difetto sopravvenuto.

I minuti passano, ma la conversazione fatica ad ingranare.

Stefano passa il tempo a parlare con altri amici, e fin qui potrei anche starci; non potrò certo essere geloso, non certo dopo tutti questi anni.

Il problema è che io mi guardo attorno, mi sforzo in tutte le maniere, ma i suoi amici proprio non li vedo. Sono molto piccoli in effetti, quasi invisibili. Sono gli “amici di Facebook”, e sono rinchiusi come prigionieri nel suo telefono cellulare di ultima generazione, uno di quelli con connessione internet che permette a gente come Stefano di restare in contatto con il mondo 24/7.

E così, dopo aver appreso in diretta dal telefono di Stefano che “Federica si sposa domani: che emozione!”, commento ingenuamente “Beh, era così carina, non faccio fatica a crederci”.

Ma quando Stefano mi fa presente che Federica era “un cesso”, comprendo all’istante un paio di assunti. Il primo è che forse stavamo parlando di due persone diverse. Il secondo è che è evidentemente arrivato per me il momento di congedarmi.

Lo saluto, restando con il dubbio che si sia davvero accorto della mia presenza, perchè la sua attenzione non si è discostata per un solo istante da quel telefonino infernale.

Mi sento un pò sconvolto quando faccio ritorno a casa. L’incontro mi ha decisamente lasciato perplesso.

Accendo il computer ed effettuo l’accesso. Come si chiamava quel gruppo? Ah, si, “Non hai mai pensato che se ci siamo persi di vista è perchè mi stai sul cazzo?”.

Mi iscrivo. E mi sento decisamente più sollevato. È ora di dormire. Buonanotte.

dic
28

Entro in casa di fretta.
Un bisogno impellente mi assale. Devo sbrigarmi.
Fermi tutti, non fraintendete. È qualcosa di assolutamente diverso da ciò che potreste immaginare.
Ho ancora il cappotto addosso, ma c’è una cosa che devo fare. Cerco di liberarmi dalla morsa oppressiva della cravatta. Nel frattempo spingo il tasto dell’accensione. L’adrenalina cresce, sono in crisi di astinenza. Faccio una corsa nella stanza e mi libero degli “abiti da lavoro” per assumere una veste più informale.
Ho un appuntamento. Come ogni sera da tempo ormai.
Finalmente ci siamo. Mi siedo. Qualche secondo e sarò lì da voi.
“Nome utente”, “Password”, “Log in”.
Tre semplici passi verso l’universo infinito che sta per spalancarsi davanti a me.
Sento che la tensione comincia finalmente a sciogliersi quando alla mia vista appare la schermata iniziale che mi informa che “Roberta è finalmente felice” e che “Luigi ha appena capito il senso della vita”.
Di questo sono particolarmente curioso e vorrei che Luigi condividesse la sua scoperta anche con me. Glielo chiederò appena sarà on-line anche lui.
Per il momento on line ci sono io. Facebook mi dice “benvenuto”, ed io rispondo “grazie”, ma lo dico piano, per non farmi sentire da mia madre. Potrebbe spaventarsi di una simile follia.
Ma prima o poi si iscriverà a FB anche lei. E allora…

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